Articolo aggiornato il 29 Maggio 2019

Chi è Vishnu: una divinità affascinante e complessa

Chi è Vishnu?

Della Sacra Trimurti ho già parlato in questo articolo. Letteralmente la parola significa “dotato di tre aspetti” e si riferisce appunto ai tre aspetti dell’unico Essere Supremo: Brahma, Shiva e Vishnu. Dopo essermi dilungato su Brahma, il Creatore nel precedente articolo, ora volevo approfondire la conoscenza di Vishnu.

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Vishnu, il conservatore

Vishnu è il conservatore dell’universo. Egli ha il compito di tutelare e salvaguardare l’umanità dalle forze che tendono a distruggerla e mantiene la vita dopo la dissoluzione dell’universo per consentirne la rinascita.

E’ rappresentato come un giovane con la pelle bluastra con quattro braccia. Nelle mani tiene quattro attributi: la conchiglia che rappresenta i 5 elementi e l’origine della vita, la ruota che simboleggia la mutevolezza continua dell’esistenza, la clava che simboleggia la sapienza originaria e l’esistenza individuale, il loto e l’arco che indicano la forza da cui sorse l’universo.

Similitudini

Come Brahma, anche Vishnu ha una sposa, che è la dea della bellezza e dell’abbondanza Lakshmi. In realtà Vishnu possiede più di una moglie a seconda delle versioni, anche se meno note rispetto a Lakshmi. La sua cavalcatura è l’aquila Garuda.

Visto il carattere passivo di questa divinità, ci sono alcune figure alle quali è delegato il potere di Vishnu.

Il metodo di delega più conosciuto sono gli avatar di Vishnu. In pratica si tratta delle incarnazioni del dio, che scende così sulla terra sotto varie forme per combattere demoni o salvare il pianeta. Vishnu è incaricato di mantenere un delicato equilibrio tra creazione e distruzione, vita e morte affinchè possa continuare a girare la ruota dell’universo.

La nozione religiosa di avatāra, ovvero la “discesa sulla terra della divinità” compare per la prima volta in India tra il III e il II secolo a.C., nella “Bhagavadgita”, quando Vishnu esprime l’intenzione di assumere diverse forme al fine di restaurare l’ordine cosmico, il Dharma, appunto.

Vishnu e i suoi avatara

Le incarnazioni di Vishnu

Diverso dai “Deva” – o dalle divinità delle astratte “Upanishad”, che concepiscono il tutto come un essere senza forma (il Brahman), gli Avatar in questa era epica induista sono intermediari umani, tra l’Essere Supremo, rappresentato come “Ishvara,” e i mortali.

Nella religione induista l’incarnazione di Vishnu più popolare è quella di Krishna. Egli fu storicamente un principe dei Yadawa che dopo la morte divenne oggetto di venerazione per la sua gente, che lo credeva un’incarnazione di Vasudeva, una divinità in seguito identificata con Vishnu. La fama di Krishna è dovuta soprattutto all’ampia mitologia che lo circonda.

Ma vediamo per ordine questi Avatara:

Matsya (il pesce), che rappresenta la vita negli oceani primordiali

L’avatar del Pesce salva le creature della terra e i quattro Veda, i testi più antichi e sacri dell’induismo, dalle acque del diluvio universale che segue la distruzione del mondo alla fine di un ciclo universale precedente (detta Pralaya)

Kurma (la tartaruga), lo step successivo: gli anfibi

Giunge nel momento in cui la dualità tra cielo e terra (rappresentata dalla tartaruga a doppio guscio) diventa una sorta di “norma”, che guida l’umanità.Tra le gesta più importanti dell’avatar di Vishnu si annovera la sua –basilare- partecipazione all’impresa di frullare l’oceano di latte, sforzo titanico a cui prendono parte demoni e dèi alla ricerca del nettare di vita eterna celato nelle profondità del mare.

Varaha (il cinghiale), simbolo della vita sulla terraferma

Ha avuto la funzione di risollevare la terra dalle acque primeve (esistenti prima della creazione). Rappresentata in equilibrio sulla zanna del potente cinghiale, Bhoomi, la dea Madre Terra salvata da un demone potente che l’aveva rapita e nascosta negli abissi del mare. Varaha uccide in battaglia Hiranyaksha, il malfattore, e riporta in superficie la terra, sana e salva

Narasimbha (l’ uomo – leone), ossia l’inizio dello sviluppo dell’uomo.

Con la meditazione il demone Hiranyakashipu (fratello di Holika che si brucia durante la festa di Holi) era quasi riuscito ad essere immortale: nessun umano, animale o essere divino avrebbe potuto ucciderlo, né con un’arma né a mani nude, né in cielo né in terra, né di giorno né di notte, né all’interno né all’esterno. Ma non aveva considerato l’acume ancora più diabolico di Vishnu che nell’avatar di Naramsinbha è per metà leone per metà uomo lo squarta con le sue unghie affilate al crepuscolo, sedendo su un trono nell’uscio del palazzo del demone.

Vamana (il Nano), simboleggia invece l’incompleto sviluppo dell’essere umano

Vamana inganna Mahabali, un re demone giusto ed equo che nonostante tutti i suoi pregi rimane pur sempre un demone. MahaBali concede a Vamana di appropriarsi della terra che riesce a coprire con tre passi. Il Nano cresce a dismisura e per appoggiare il piede del terzo passo non rimane altro spazio che la testa china di Bali, che viene spedito così nelle viscere della terra a regnare sul regno degli inferi.

Parashurama (l’abitante della foresta), suggerisce il concetto dello sviluppo fisico completo, dell’umanità

Si incarna per sconfiggere la classe dei guerrieri che deteneva il potere. Il nome significa letteralmente “Rama con l’ascia” (dal sanscrito parashu, “ascia”). Parashurama è considerato un “Brahma-Kshatrya”, cioè una via di mezzo fra un brahmano (un sacerdote) ed uno kshatriya (un guerriero dedito alla vita militare).

Rama il Re

La storia dell’avatar del re Rama è raccontata dettagliatamente nel Ramayana, uno dei testi più conosciuti e raccontati dell’India. Nato ad Ayodhya il giovane Rama passa 12 anni in esilio nella foresta accompagnato dalla moglie Sita e da uno dei fratelli, Lakshmana. Poi il re dello Srilanka, il carismatico demone Ravana, si innamora di Sita e la rapisce, scatenando una serie di avventure che si concludono con una sanguinosa guerra finale. Compare in questa eopoea anche un altra divinità molto venerata ovvero Hanuman, meritevole di specifico approfondimento.

Vale la pena di conoscere tutto ciò che riguarda Rama cominciando da qui

Krishna il saggio Amante

Krishna, l’ottava manifestazione è l’avatar per eccellenza, ed il suo nome è spesso preceduto dal titolo di rispetto induista, Shri. Il termine Krishna in sanscrito ha il significato letterale di “nero” o “scuro”, ed identifica qualcuno con la pelle scura. Per cominciare ad approfondire la conoscenza di Krishna cliccate qui

Buddha l’IIluminato

La storia di Buddha è nota, meno conosciuta la sua inclusione negli avatar di Vishnu –qualcuno sostiene infatti che non lo sia, che il nono avatar sia stato invece Balarama. Il nome indica “risvegliato” (Buddha è infatti il participio passato del sanscrito budh, prendere conoscenza, svegliarsi) ed indica, secondo il Buddhismo un essere che ha raggiunto l’ illuminazione (bodhi), in particolare il massimo grado di essa : “samyaksamhbodhi”

Kalki l’Apocalittico

L’ultimo avatar deve ancora manifestarsi. E’ un cavaliere armato su un cavallo bianco. Se il Pralaya è iniziato e l’universo presto sarà riassorbito nell’ombelico di Vishnu. Kalki non arriva per salvare il mondo, ma per preservare la scintilla della vita e conservarla in vista dell’inizio di un nuovo ciclo.

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L’India e l’induismo, così come li ho compresi.

Questo articolo e gli altri qui sotto elencati sono parte di una ricerca personale, se vi va potete leggere gli altri articoli su questo tema:

I luoghi sacri dell’induismo e alcune regole di comportamento

Foto e significato del festival di Holi

La Sacra Trimurti e Brahma

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La Sacra Trimurti – Brahma, Shiva, Vishnu

Con questo articolo sulla Sacra Trimurti voglio riepilogare una ricerca fatta per me.

Non vuole essere una guida e probabilmente ci saranno alcune imprecisioni e sicuramente delle omissioni. A me è servito per cercare di comprendere almeno un po’ l’universo India.

Le fonti consultate sono molte e così pure le testimonianze dirette, ma le principali fonti per la stesura del testo, opportunamente raggruppate, modificate, integrate e corrette sono:

– Liceo Berchet, ricerca sull’India.
– Il giardino delle esperidi pagina sulla Trimurti 
– Gioielli Orientali visita la pagina