Articolo aggiornato il 31 Maggio 2019

I luoghi sacri dell’Induismo

I luoghi sacri dell’Induismo o Tirtha (in sanscrito significa “attraversamento” o “guado”) nell’induismo indicano un fiume sacro, montagna, o altro luogo reso sacro perché associato ad una divinità o santo.

Una panoramica completa dei luoghi sacri dell’Induismo non rientra ne’ nelle mie possibilità, ne’ nelle mie intenzioni, ma ritengo che viaggiando si abbia in un certo senso il dovere di comprendere per non rendere vano il nostro pellegrinaggio. Oltre a questo comprendere significa anche allargare i propri orizzonti, aprire la mente a nuovi concetti e, a volte, riconsiderare le proprie priorità.

In ogni caso questo articolo è principalmente una ricerca che ho fatto per me stesso e che mi va di condividere. Seppur è possibile che ci siano errori ed errate interpretazioni, la ricerca non è superficiale e le fonti sono in parte conoscenze personali o testimonianze dirette ed in parte articoli e libri, comunque sia le fonti sono state selezionate

Molte Verità

Per chi conosce l’India almeno un po’ sa che per ogni concetto ci sono molte verità e quasi mai o quasi sempre in contraddizione fra di loro.

Comprendere i riti sacri dell’Induismo

Il culto induista in genere si esprime con un’offerta alle divinità. La pratica religiosa si chiama puja cioè un atto di adorazione verso ad una divinità, che può esprimersi in una cerimonia, un’offerta, una preghiera o una combinazione di queste.

Esistono molti tipi di Puja. Le sacre scritture contengono istruzioni su come compiere rituali di adorazione rivolti ad ognuno dei deva che compongono il variegato pantheon induista.

La puja può essere fatta sia in casa che in un tempio e si esegue di fronte ad una Murti cioè una statua o immagine di una divinità. Può essere fatta di gesti rituali seguita da canti sacri o dal canto di mantra, con o senza la presenza di un sacerdote o un santone.

Un esempio

Se vuoi un esempio di un rito puoi vedere la  Cerimonia Aarti a Chitrakoot Varanasi

Una piccola divagazione sul tema dei simboli religiosi Induisti

Le rappresentazioni delle divinità induiste si basano su simbolismi religiosi risalenti a migliaia di anni prima che si esprimono nella figura della divinità. In India le statue sono cariche di significati simbolici e quindi non sono necessariamente rappresentazioni di una figura vissuta. La divinità è essenzialmente spirituale e le sue rappresentazioni, siano esse immagine o statua, hanno la funzione di dare sembianze terrene alla divinità. Per nostra concezione siamo portati a confondere il concetto di murti con quello di idolo, ma c’è una sostanziale differenza, perché le murti sono la concretizzazione di un astratto, un veicolo per raggiungere la Divinità.

Questa concezione è diversa da quella di idolo, che tradizionalmente presuppone che l’oggetto sia esso stesso la divinità

i luoghi sacri dell'induismo - nel tempio

Fedeli in preghiera in un tempio

I templi

Per sapere se un tempio è abbandonato o tutt’ora in funzione occorre guardare in alto..
I templi attivi hanno sulla cima delle cupole una bandiera, che in alcuni templi, come per esempio a Dwarka, viene cambiata tutti i giorni.

Parti per gli Stati Uniti

Viaggiare in India per i luoghi sacri dell’Induismo, ma dove e quali sono?

Ci sono molti luoghi sacri e ogni destinazione ha una sua valenza religiosa. Per ottenere i benefici associati al luogo sacro il presupposto è che ci si vada in pellegrinaggio.

Per ottenere i benefici però non è sufficiente il solo pellegrinaggio presso un tirtha, è necessario rispettare le prescrizioni dei libri sacri che stabiliscono l’abbigliamento, se è necessario rasare i capelli, il tempo, l’altezza di un eventuale bastone, i riti ed i canti da intonare.
Non porterà alcun frutto il pellegrinaggio verso un luogo sacro fatto utilizzando un veicolo o per vanteria o per impazienza.
Conosciamo allora questi luoghi di pellegrinaggio..
Palitana - i luoghi sacri dell'induismo (1 di 1)

Per arrivare ai templi di Palitana in Gujarat, i fedeli Jainisti (fedeli di un movimento riformatore dell’Induismo) compiono un’ascesa di 3.000 scalini

Le sette città sante citate nei testi mitologici

Kashi (Varanasi, Uttar Pradesh), dove il Dio Shiva fondò un santuario di purificazione;

Oudh (Ayodhya, Uttar Pradesh), luogo di nascita del Signore Rama;

Mathura (Uttar Pradesh), scena della natività di Signore Krishna;

Dvaraka (Dwarka, Gujarat), in cui Krishna stabilì il suo regno;

Kanchipuram (Tamil Nadu), dove il tempio della madre divina è costruito a forma di uno yantra, (una rappresentazione del divino in forma di diagramma.. leggi qui per saperne di più sugli Yantra)

Haridwar (Uttar Pradesh), il punto in cui nasce il fiume Gange

Ujjain (Madhya Pradesh), dove c’è un famoso Shaivite lingam (simbolo di Shiva).

dwarka i luoghi sacri dell'induismo

Una delle porte di accesso a Dwarka

Legno per la cremazione a Manikarnika Ghat a Varanas, sullo sfondo il Gangei - i luoghi sacri dell'induismo - Massimo Basso _

Manikarnika Ghat, dove si eseguono le cremazioni a Varanasi, sullo sfondo il Gange

Parti per l'india

Le quattro grandi dimore degli dei, che si trovano alle quattro estremità dell’India

Fanno parte dei luoghi sacri dell’Induismo

Badrinath nel nord con il tempio dedicato a Vishnu,

Dwarka a ovest, dove il tempio più importante è dedicato al signore Krishna,

Rameswaram nel sud, il cui tempio maggiore è dedicato a Rama,

Puri ad est, il cui tempio è dedicato a Jagannath

Questi luoghi sacri dell’Induismo attraggono un gran numero di pellegrini ogni anno. Occasioni speciali, come un’eclissi di Sole, un Kumbh Mela (la più grande delle fiere religiose), o il Rathayatra (festival del carro) presso il tempio di Jagannath a Puri, sono l’occasione per grandi raduni.

Per gli Indù intraprendere un pellegrinaggio verso uno dei luoghi sacri dell’induismo (chiamato tirthayatra) è un atto di devozione, una realizzazione di un voto, per placare una divinità, o per cercare la prosperità. Una volta raggiunto il luogo sacro ed aver consumato alcuni riti i nomi dei pellegrini sono registrati dai sacerdoti.

Di solito viene richiesta un’offerta per il mantenimento del tempio e dei monaci.

Voglio donare, ma quanto?

Se andate in uno di questi luoghi, vedendovi turisti cercheranno di farVi donare cifre sproporzionate, mostrandovi quello che altri hanno donato. Non sempre la documentazione è “originale”

dwarka i luoghi sacri dell'induismo

Fedeli in preghiera a Dwarka

Tempio di Jagannath a Puri - luoghi sacri dell'induismo

Tempio di Jagannath a Puri

Le confluenze dei fiumi  come luogo sacro

Il bagno è in genere un rito purificatore nella religione induista, facendo il bagno ci si purifica dal peccato.

In particolare questo accade quando il rito viene fatto alla confluenza di due fiumi o alla fonte o alla confluenza di uno dei sette fiumi sacri: il Gange, lo Yamuna, il Godavari, il Narmada, l’Indo, il Kaveri e il mitico Saraswati.

Luoghi sacri legati a questo particolare rito sono ad esempio Prayag, nei pressi di Allahabad, laddove il Gange si congiunge con la Yamuna, ‘il pube della terra’ e dove ogni 12 anni si compie un rito comune di massa molto seguito chiamato Kumbh Mela. Al Maha Kumbh Mela di Allahabad del 2013 hanno partecipato, secondo alcune fonti, circa 100 milioni di persone.

Confluenza di Gange e Yamuna- i luoghi sacri dell'induismo

I ghats

I ghats sono strutture che rivestono una grande importanza per le abluzioni rituali dell’induismo e per questo sono molto diffuse in India. Si tratta di scalinate, con gradini delle più svariate dimensioni, che permettono di accedere alle acque di un fiume o di un lago o di un mare.

La maggior parte dei ghat viene usata sia per scopi sacri che molto più semplicemente per la pulizia personale. Esistono anche ghat specifici per le cremazioni, che permettono di lavar via con acqua sacra le ceneri dei morti.

Qui sotto le abluzioni mattutine in un ghat di varanasi

abluzioni mattutine ai ghat di varanasi - i luoghi sacri dell'induismo

I sette fiumi sacri dell’India.

I fiumi sono rappresentati spesso con poteri ed origini divine e sono spesso considerati l’immagine terrena di divinità femminili. Immergersi nelle loro acque significa dare un significato ancora più potente al rito della purificazione in acqua, per  questo spesso sono il luogo dove si svolgono raduni o festival.

Gange cuore e anima dell’India, per gli indiani è Ganga, divinità  femminile come la maggior parte dei fiumi. Nasce dall’Himalaya e sfocia nel golfo del bengala dando origine a un favoloso delta.Lungo il suo cammino bagna molte città sacre, Haridvar, Varanasi, Allahabad. Alle sue acque vengono affidate le ceneri dei morti, i più devoti e fortunati lo fanno a Varanasi.

fedeli sulle rive del Gange a Varanasi - i luoghi sacri dell'induismo - Massimo Basso _

Fedeli sulle rive del Gange a Varanasi. Molti scelgono la barca per versare le ceneri dei defunti o semplicemente per visitare i ghats.

Yamuna nasce dall’Himalaya e scorre per un po’ quasi parallelo al Gange, attraversa Delhi e Agra, passa vicino al Taj Mahal e confluisce poi nel Gange nella città di Allahabad (ricorda il Kumbh Mela).  Yamuna è una dea, figlia del Dio del sole Surya e sorella del Dio della morte Yama: La mitologia racconta che sono state le lacrime versate da Yamuna per la partenza di Yama verso il regno dei morti a creare il fiume.

Saraswati il fiume senz’acqua

Saraswati è un fiume senz’acqua. E’ citato nella mitologia indiana, e sarebbe stato un fiume che che nasceva dall’Himalaya. Alcuni studi archeologici e geologici sembrerebbero confermare l’esistenza di questo fiume che poi si sarebbe prosciugato. Secondo la mitologia la Saraswati sarebbe scomparso sottoterra. Il suo corso sotterraneo confluirebbe nel Gange nei pressi di Allahabad, insieme alla Yamuna, nel luogo di celebrazione del più volte citato il Kumbh Mela.

L’Indo è il fiume al quale l’India deve il suo nome. Negli antichi testi vedici viene descritto come un guerriero. E’ stato la culla di molte civiltà, ma attualmente scorre solo per un piccolo tratto in territorio indiano. Infatti ha le sue sorgenti in Tibet e dopo avere attraversato Kashmir e Ladakh, sfocia nel Mare Arabico in Pakistan, che un tempo era India.

Godavari è il secondo fiume più lungo dell’India dopo il Gange. Nasce nel Maharastra e sfocia nel Golfo del Bengala. La tradizione sostiene che sia una deviazione del Gange voluta dal Dio Shiva. Le sponde della Godavari sono sede di uno dei Kumbh Mela.

Il Kaveri o Gange del Sud nasce nel Karnataka e sfocia nel Tamil Nadu. Il suo corso è interrotto da alcune dighe già costruite al tempo degli inglesi. La leggenda più accreditata sulle sue origini divine racconta che Kaveri, un’apsara (ninfa) cresciuta come figlia di Brahma, abbia chiesto e ottenuto di diventare un fiume per poter lavar via i peccati dal mondo.

Narmada è un ideale confine tra Nord e Sud dell’India: nasce nel Madhya Pradesh e sfocia nel Mare Arabico. L’origine mitologica è controversa, alcuni sostengono che nasca dal sudore del Dio Shiva, altri dalle lacrime di Brahma.

ghats sulle rive dello Yamuna a chitrakoot - i luoghi sacri dell'induismo - Massimo Basso _

Ghats sulle rive dello Yamuna a Chitrakoot. Le barche attendono fedeli (tanti) e turisti (pochi) per una visita.

Parti per gli Stati Uniti

Visitatori e  non turisti

A viaggiare in India e non entrare nei templi si perde un enorme patrimonio artistico.  Il tempio può lasciarci disorientati perché tutto è intenso e ben poco famigliare: aria densa di odori forti, brulichio disordinato dei devoti  intenti ad attività misteriose, sguardi autorevoli dei brahmani, i sacerdoti. E una grande confusione acustica: non si va al tempio per pregare in silenzio, ma per visitare il dio che ci abita e condividere la sua presenza.
E’ bene sapere come comportarsi per non offendere nessuno. Gli usi e i costumi cambiano da regione a regione, con differenze considerevoli dal nord al sud, ma ci sono alcune regole che si devono rispettare ovunque:

Le regole da seguire

L’abbigliamento deve essere decoroso: niente spalle scoperte (per le donne mentre nel sud per gli uomini è obbligatorio entrare a petto nudo), richiesti pantaloni o gonne lunghe. Non è richiesto coprirsi la testa, anzi nel sud è necessario il contrario. Nel nord si entra più vestiti e si può arrivare più vicino all’icona sacra, spesso la preghiera implica il toccare la statua fisicamente. Nel sud la testa e, per gli uomini, il petto sono scoperti per permettere all’energia divina di entrare nel corpo, ma è vietato toccare le icone.

Si entra scalzi. Quasi sempre è possibile tenere i calzini. Togliersi le scarpe è un segno di rispetto. Implica lasciare fuori il mondo terreno, con le sue impurità e imperfezioni. Fuori dai templi maggiori ci sono depositi che custodiscono a pagamento le calzature, nei templi minori è gratis.

Non dappertutto è permesso l'ingresso

Generalmente gli Induisti sono molto tolleranti verso gli estranei, ma in alcuni templi è possibile entrare solo se si appartiene alla religione induista. Ad esempio nel tempio di Jagannath a Puri non è permesso l’ingresso alle persone di fede religiosa diversa.

Posso fare un selfie?

Ovviamente sto scherzando: scattare foto all’interno dei luoghi sacri dell’induismo è quasi sempre proibito, ma a volte è consentito.. un consiglio: chiedete!

In alcuni templi del sud ad accogliervi nella prima sala del tempio è un’elefantessa che per qualche rupia vi benedice ponendo la delicata proboscide sulla vostra testa. Benedice solo chi vuole essere benedetto, proseguite se non vi interessa. Le foto di solito sono ammesse.

Prima di entrare nel cuore del tempio si gira in senso orario attorno alla cella. Non siete obbligati a fare il giro, che si chiama pradakshina, ma è altamente consigliato se vi interessa vedere cosa succede nel tempio. Si crede che maggiore sia il numero dei giri (sempre dispari), maggiore ia l’ardore religioso e l’attenzione che il Dio vi presta. La deambulazione è segno di umiltà e al tempo stesso si lascia più tempo all’energia divina di purificare il corpo.

Non fissate le immagini..

E’ meglio non rimanere fermi direttamente davanti all’immagine sacra. Noterete che gli indiani si dispongono lateralmente o con le spalle non esattamente parallele all’icona. Sia per rispetto che per evitare un sovraccarico di energia divina. Il guardare la rappresentazione divina, fare il darshan, è il rito più intimo e importante, per cui nei giorni di ressa la gente si affolla spingendosi per non perdersi il momento in cui Dio apre simbolicamente gli occhi e vi legge nel cuore, cancellando le paure ed esaudendo le vostre preghiere.

i luoghi sacri dell'induismo - interno di un tempio

Non dappertutto le foto sono vietate, in alcuni casi sono addirittura richieste..

Le offerte

Se decidete di proseguire fino alla cella sacra i sacerdoti forse vi chiederanno un’offerta, che dovrebbe essere libera. Non sentitevi obbligati a dare più di quanto ritenete opportuno, potete osservare gli indiani per decidere quanto. Ogni hindu riceve anche il prasada, un’offerta sacra costituita da polvere rossa, petali di fiori, del cibo e dell’acqua con basilico indiano, che varia a seconda dei templi. Nel nord Vi offriranno acqua e una caramella di zucchero bianca. Nessuno vi vieta di prenderli, ma non buttateli a terra immediatamente dopo. E’ un rito molto sacro per i fedeli e manchereste di rispetto, meglio non accettare.  Soprattutto l’acqua a volte può non essere salutare.

Suoniamo la campanella..

Prima di uscire, se avete apprezzato la visita e vi sentite di buon umore e in vena di partecipazione gioiosa potete suonare la campanella, sempre presente nel nord e suonata all’entrata e all’uscita. Nessuno vi guarderà  male e vi saranno molti volti sorridenti ad accompagnarvi verso il mondo imperfetto degli uomini.

Il primo segno dell’imperfezione sono i questuanti che chiedono l’elemosina all’entrata del tempio. E’ un buon momento per lasciare alcune monete, se desiderate, perché è un’abitudine degli hindu donare al tempio e non farete altro che comportarvi come loro.

Fonte: AboutIndia

Ne sapete abbastanza sui luoghi sacri dell’induismo?

i luoghi sacri dell'induismo - santone che riceve l'elemosina

Per saperne di più

Tutti i miei articoli nascono da esperienze personali e ricerche effettuate selezionando varie fonti che ho considerato attendibili. Scrivo le mie esperienze, raccontate come le ho vissute ed interpretate, con le mie impressioni, inclusioni ed omissioni.

Per restare in argomento leggi anche: Vishnu ed i suoi avataraLa sacra Trimurti, introduzione e cenni su BrahmaSalita ai templi di Girnar Hill a Junagadh e Foto e significato del Festival di Holi

Per saperne di più sui miei viaggi in questa zona dai un’occhiata a questa pagina dove sono raccolti articoli sull’India se non ti basta puoi dare uno sguardo agli ultimi articoli pubblicati oppure cercare nel blog scegliendo dai tag o dalle categorie, a piacimento.

Se l’articolo ti è piaciuto lascia un commento, verrà visualizzato con il nome che hai scritto (non è obbligatorio indicare il cognome). L’email ed altri dati non saranno pubblicati ne’ aggiunti alla newsletter o usati a scopi pubblicitari.

Grazie

SEGUIMI SUL TUO SOCIAL PREFERITO