Articolo aggiornato il 17 Ottobre 2016

Orso Bruno Europeo – Ursus Arctos Arctos

Orso bruno eurasiatico – ursus arctos arctos – (tratto da Wikipedia)

L’orso bruno eurasiatico (ursus arctos arctos) ha la pelliccia di colore bruno, ma può variare anche dal giallo-brunastro al bruno scuro, al rosso bruno e, in alcuni casi, può essere perfino quasi nera. Questa folta pelliccia, i cui peli possono raggiungere una lunghezza di 10 cm, è composta da vari strati digradanti. La forma della testa è generalmente quasi rotonda, con orecchie relativamente piccole e rotonde, il cranio è largo e la bocca è munita di 42 denti, tra cui dei canini piuttosto affilati. La struttura ossea è molto resistente e le grosse zampe sono munite di grandi artigli, che possono raggiungere i 10 cm di lunghezza. Il peso varia a seconda dell’ambiente e del periodo dell’anno. Un maschio adulto pesa in media 135-410 kg ed una femmina 90-200 kg. Il più grande orso bruno eurasiatico il cui peso sia stato accertato pesava 360 kg[2].

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Gli orsi ad est degli Urali sono di dimensioni maggiori ed hanno una colorazione più chiara e più rossastra. Gli orsi asiatici, inoltre, sembra che siano più aggressivi di quelli europei. Possiede una vista sviluppatissima la quale gli permette cacciare anche di notte. Di norma l’orso si riposa di giorno per poi cacciare durante la notte.

Gli orsi bruni furono presenti in Gran Bretagna fino al 500 d.C., quando si estinsero a causa della caccia.

Gli orsi bruni europei vennero utilizzati nell’antica Roma per combattere nelle arene. Gli orsi più robusti sembra che provenissero dalla Caledonia e dalla Dalmazia.

Nell’antichità, l’orso bruno europeo era soprattutto carnivoro, dal momento che l’80% della sua dieta era costituita da materia animale. Comunque, in seguito alla distruzione del suo ambiente, nel tardo Medioevo la carne costituiva solamente il 40% della sua alimentazione, mentre oggi ammonta a non più del 10-15%.

Diversamente dall’America, dove ogni anno vengono uccise in media dagli orsi due persone, in Europa (per la precisione in Scandinavia) nell’ultimo secolo vi sono stati solo tre attacchi fatali all’uomo.

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Mugnaiaccio – Larus marinus

ursus arcto arctos