Articolo aggiornato il 17 Ottobre 2016

La strada per il lago Natron

Per arrivare al Lago Natron lasciamo MtoWa Mbu – “il luogo delle molte zanzare”, tradotto letteralmente dalla lingua locale. In realtà si capisce che i locali non avevano mai visitato le mie zone, perché di zanzare ce n’erano veramente poche rispetto alle pianure biellesi e vercellesi. Tralascio questa piccola digressione. Ci addentriamo nel territorio Masai e ad ogni sosta siamo circondati dalle donne che ci propongono collane, orecchini ed altri manufatti di perline. Oltre a questo ci propongono di fotografarle, contro ovviamente un prezzo in denaro, come modelle improvvisate. Non riesco a fotografare in un modo così innaturale, quindi niente foto.

lago Natron

Sulla strada che porta a Lago Natron, sassosa, polverosa e per nulla confortevole, il fuoristrada sobbalza e rimbalza attraversando questo paesaggio arso, fino a che ci fermiamo ai bordi di un cratere. La nostra guida, Beni, ci spiega che il cratere si è formato in una notte. La zona è vulcanica e durante un terremoto causato dall’attività sotterranea il terreno è collassato, formando questo cratere che i Masai considerano sacro.

lago Natron

Sotto il sole cocente fotografare i panorami non è così agevole, ma qualche scatto per ricordo l’ho voluto fare.

Alla prossima.

lago Natron