I gorilla di montagna del parco di Bwindi in Uganda

I gorilla di montagna sono stati per me un sogno per molti anni. Poi, preso il coraggio a quattro mani, mi sono deciso ad organizzare un viaggio.

Qualche cenno sui gorilla

Questi Gorilla si distinguono dalle altre specie per diverse caratteristiche (vedi qui per altre specie). Innanzitutto le dimensioni, infatti i gorilla di montagna sono più grandi ed hanno il pelo più lungo. Il colore del pelo è più scuro, quasi nero, al contrario dei gorilla di pianura che hanno pelo più chiaro, più corto e tendente al rossiccio.

I gorilla di montagna hanno abitudini diurne e vivono principalmente a terra, anche se a volte è possibile vederli arrampicati sugli alberi per mangiare o riposarsi. Proprio sugli alberi alla sera le femmine costruiscono un nido dove poter dormire al sicuro durante la notte. Il nido il giorno successivo viene abbandonato perché le famiglie si spostano continuamente per cercare nuovo cibo.

Sono le uniche scimmie quasi completamente vegetariane, si nutrono di frutti, erbe e germogli e di ogni altro prodotto della foresta. L’unico apporto di proteine è dato dagli insetti ed altri piccoli invertebrati.

Le famiglie

I gruppi famigliari di solito sono formati da un numero variabile di individui fino ad un massimo di 25-30. I maschi arrivati all’età di circa 12 anni assumono il caratteristico colore argenteo sulla schiena, che ha fatto loro guadagnare l’appellativo di Silverback o schiena d’argento. Uno di questi maschi, di solito il più grande e potente, diventa il maschio dominante che funge da guida, difensore e capofamiglia.

Sono animali molto timidi e per comunicare tra di loro usano gesti e versi, come il caratteristico battersi sul petto.

I gorilla di montagna del Parco di Bwindi in UgandaI gorilla di montagna del Parco di Bwindi in Uganda

Gorilla nella nebbia

Pensando ai gorilla, quelli della mia generazione vanno subito col pensiero al famoso film Gorilla nella nebbia (Gorillas in the Mist). Film del 1988 di Michael Apted tratto dall’autobiografia di Dian Fossey (1983).

La storia racconta dell’omicidio di Dian Fossey, ricercatrice primatologa che stava effettuando ricerche sui Gorilla di montagna a cavallo tra il Ruanda e l’attuale Repubblica Democratica del Congo. La storia si snoda fra amori, passioni e conflitti con gli indigeni. Si narra delle difficoltà riscontrate con la burocrazia e degli scontri con gli interessi dei bracconieri. Dopo anni di battaglie nel drammatico finale la Fossey viene barbaramente uccisa da mani ignote e da mandanti mai scoperti.

A lei, oltre agli studi più approfonditi mai fatti su questa specie, si deve riconoscere il merito di aver restituito al gorilla l’immagine di un animale intelligente e pacifico, diverso da come era stato precedentemente dipinto dalla letteratura e dai film fino a quel momento.

I gorilla di montagna del Parco di Bwindi in Uganda

International Gorilla Conservation Program

L'International Gorilla Conservation Program è una coalizione unica di organizzazioni internazionali per la conservazione che hanno unito le forze con associazioni nazionali e locali per garantire la sopravvivenza a lungo termine dei gorilla di montagna ora in pericolo di estinzione.

Se volete supportare l’organizzazione potete farlo da qui

I gorilla di montagna del Parco di Bwindi in Uganda
I gorilla di montagna del Parco di Bwindi in Uganda

Dove li troviamo?

La popolazione complessiva di questa sottospecie da meno di 700 esemplari nel 2010 ora è arrivata a oltre 1000. I gorilla sono distribuiti fra due zone non comunicanti: la prima nei Monti Virunga, al confine tra Uganda (Parco Nazionale Mgahinga), Repubblica Democratica del Congo (Parco Nazionale Virunga) e Ruanda (Parco Nazionale dei Vulcani). La seconda si trova inUganda nel parco di Bwindi. (le notizie sono  dati ricavati da UWA – Uganda Wildlife Authority).

Durante il mio viaggio ho potuto osservarli all’interno del Parco nazionale di Bwindi, in Uganda.

In realtà sono stato anche nel parco di Mgahinga, ma essendo un parco di confine non in tutte le stagioni è possibile osservare i gorilla che si spostano fra il Ruanda e l’Uganda. Nel periodo della mia visita i gorilla si trovavano in Ruanda ed il tempo a mia disposizione non era infinito, pertanto mi sono “accontentato” di andare a vedere le Scimmie Dorate e di un’esperienza con i pigmei Ba’twa (vedi altri articoli sull’Uganda)

I gorilla di montagna del Parco di Bwindi in Uganda
I gorilla di montagna del Parco di Bwindi in Uganda
I gorilla di montagna del Parco di Bwindi in Uganda
I gorilla di montagna del Parco di Bwindi in Uganda

Alla ricerca dei gorilla

Vedere i gorilla di montagna liberi in natura, incontrandoli per caso non è possibile o, perlomeno, non è probabile. Dico così perché in verità mi è capitato nelle giornate antecedenti l’escursione. Eravamo infatti usciti insieme alla guida di birdwatching per andare a vedere gli uccelli nella foresta e a circa 10 minuti dalla strada incontrammo un gorilla arrampicato su di un albero che mangiava, ma la guida ci disse che non è  possibile avvicinarli senza permesso: una foto da lontano e via, comunque un assaggio ed una bella emozione.

A meno che  non siate esperti birdwatchers della zona alcuni uccelli non li vedrete mai, perché sono rintracciabili solo riconoscendone il canto, occorre pertanto affidarsi ad una guida. Se volete rintracciare un uccello dal canto potete cominciare di qui: Xeno-Canto

Vi potrebbe capitare che alcuni abitanti del luogo, in cerca di facili guadagni, si offrano di accompagnarVi a vedere i gorilla per pochi soldi al di fuori dei canali ufficiali. Non fatelo, danneggereste gli animali, soggetti ad inutile stress perché al di fuori della loro normale routine e dareste fiato ad un commercio illegale che a lungo andare potrebbe portare a conseguenze gravi.

I gorilla “abituati”

Come già detto incontrare i gorilla di montagna in natura è escluso. Per vederli occorre andare a visitare una delle famiglie che sono state abituate alla presenza dell’uomo, accompagnati dalle guide e dai guardiaparco e pagando un prezzo abbastanza elevato, peraltro giustificato.

I gorilla, come tutte le altre scimmie, per essere osservate hanno bisogno di essere abituate alla presenza dell’uomo. Con un lungo processo di avvicinamento e di non interazione, semplicemente con la presenza costante di guide che compiono ogni giorno le stesse operazioni di avvicinamento. Le guide sono sempre le stesse, vestite allo stesso modo e seguono i gorilla ogni giorno per mesi, finché questi animali (come pure altre specie di primati) accettano la presenza dell’uomo arrivando ad ignorarlo.

Da quel momento sono detti “abituati” e possono essere oggetto delle visite dei turisti, con particolari cautele. Le cautele sono innanzitutto non avvicinarsi troppo, non fare rumore, muoversi lentamente ed essere in buona salute. sì, in buona salute perché questi animali sono così simili all’uomo che potrebbero contrarne le malattie, con conseguenze catastrofiche.

I gorilla di montagna del Parco di Bwindi in Uganda

Uganda, Ruanda o Repubblica Democratica del Congo?

Esistono famiglie di gorilla di montagna abituati in tutti e tre i paesi, nei seguenti luoghi:

  • Buhoma, nel parco nazionale di Bwindi
  • Nkuringo, che si trova vicino al settore Buhoma, dal quale dista circa 10 km, nel parco nazionale di Bwindi, meglio accessibile da sud
  • Ruhija, famoso per il birdwatching oltre che per i gorilla, è il settore più remoto del parco di Bwindi
  • Rushaga che si trova tra Kabale e Nkuringo provenienti da Ruhija o Kampala, sempre nel parco nazionale di Bwindi
  • Il parco nazionale Mgahinga Gorilla, dove la presenza dei gorilla è stagionale
  • In Ruanda nel parco dei Vulcani, nella stessa zona del parco nazionale Mgahinga
  • In Repubblica Democratica del Congo è possibile una visita raggiungendo il parco Virunga. Al momento questa soluzione è complicata a causa dei conflitti interni ed alle restrizioni della Repubblica Democratica del Congo. In ogni caso se scegliete questa soluzione non affidatevi al primo che passa..

A mio parere Bwindi offre le migliori opportunità di visita, sia per le sistemazioni che per l’esperienza in se’, visto che ci si trova in un’area veramente remota e selvaggia, tutta da esplorare.

I gorilla di montagna del Parco di Bwindi in Uganda

Mappa della distribuzione dei gorilla di montagna.

I gorilla di montagna del Parco di Bwindi in Uganda

La mia escursione

Per la nostra gita abbiamo scelto il settore di Ruhija, per due motivi. Il primo motivo è che è il più selvaggio, il secondo perché volevamo soggiornare in un posto gestito da persone del posto e un po’ rustico.

A mio avviso, avendone la possibilità meriterebbe un doppio soggiorno e una doppia escursione, ma fermarsi solo in un posto è già di per se’ un’esperienza meravigliosa ed indimenticabile. Dicevo doppio soggiorno perché ad esempio Buhoma e Ruhija sono ad altezze differenti e la vegetazione, gli uccelli e la temperatura sono differenti (a Rujija si sta volentieri con una felpa). Questo fa si che si possa fare un po’ di birdwatching in zone diverse con specie diverse, oltre ovviamente a visitare differenti famiglie di gorilla.

In ogni caso se dovete scegliere un solo posto per esempio Buhoma è più caldo e ha le sistemazioni migliori, mentre Ruhija è più selvaggia.

Il Trekking

Si parte presto la mattina. Tutta la notte i ranger e gli aiutanti hanno seguito la famiglia dei gorilla di montagna che abbiamo scelto e per la quale abbiamo il permesso, pertanto sanno esattamente dove sono. La macchina ci porta in un punto di accesso, ogni volta diverso e ci lascia con le guide ed i ranger.

Si comincia a camminare prima fra piantagioni di té e poi nella foresta fra felci alte tre o quattro metri e vegetazione selvaggia. Bwindi, l’impenetrabile foresta ci accoglie, ci ingloba e noi la percorriamo la calpestiamo e ne facciamo parte. Le guide si fanno strada tagliando rami  e piccole piante, su e giù per la montagna per almeno una o due ore. Chi non ce la fa si fa aiutare, i portatori aiutano tutti a portare a termine quest’escursione.

Poi improvvisamente compaiono i gorilla: uno, due, cinque, dieci e più. Ci si perde ad osservare questi volti dall’aspetto umano, a vedere le loro movenze goffe. Si percepisce la loro dolcezza ed allo stesso tempo la potenza ed il rispetto che incutono, nella loro calma.

Un’ora passa in fretta.. non si può restare oltre, abbiamo invaso e dobbiamo lasciare la famiglia alla loro intimità.

Addio amici, speriamo di vederci ancora..

I gorilla di montagna del Parco di Bwindi in Uganda

Per saperne di più

Tutti i miei articoli nascono da esperienze personali e ricerche effettuate selezionando varie fonti che ho considerato attendibili. Scrivo le mie esperienze, raccontate come le ho vissute ed intepretate, con le mie impressioni, inclusioni ed omissioni.

Il racconto è anche un modo per dare sapore e contesto alle fotografie.

Per saperne di più sui miei viaggi in Africa e specialmente sui Gorilla dai un’occhiata a questa pagina. Se non ti basta puoi dare uno sguardo agli ultimi articoli pubblicati oppure cercare nel blog scegliendo dai tag o dalle categorie, a piacimento.

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