Funerale in Sulawesi: curiosità sul culto dei morti a Toraja

Il culto dei morti a Toraja

Il culto dei morti a Toraja pervade la vita di tutti i giorni, tanto da essere diventato nel tempo uno dei principali motivi di attrazione e di turismo della zona di Tana Toraja.

Potete pronunciare il termine Toraja in due modi, con il più comune la lettera “J” si legge all’inglese. Con il metodo meno comune è invece  la lettera “J” si pronuncia come nell’alfabeto italiano, ed è il nome che i locali adoperano per definirsi.

Toraja non è solo una regione del Sulawesi. Toraja identifica un’etnia, venuta a quanto si dice dal mare, da una zona individuabile nell’Indocina. Questo senso di appartenenza al mare si ricorda con la costruzione delle case tradizionali o Tongkonan, con il tetto a forma di prua di nave (simile anche alle corna dei tradizionali bufali, ma la guida locale mi assicura che non c’entrano nulla).

Culto dei morti a Toraja, funerale a Tana Toraja

Il funerale a Toraja

Ovviamente il principale interesse di ogni turista che visita questi luoghi è di partecipare ad uno dei tipici funerali di Toraja. Prima di parlare della nostra esperienza, vorrei però fare un passo indietro e cercare di spiegare come i locali vivono un funerale da queste parti.

La maggior parte dei Toraja è di religione Cristiana, Cattolica o Protestante. Quando avviene che un membro della famiglia muoia, dopo pochi giorni si celebra il funerale con rito religioso, più o meno come lo intendiamo nella nostra tradizione.

C’è però una differenza fondamentale, ovvero il corpo del defunto non è immediatamente sepolto o tumulato, ma viene portato nella casa in cui viveva con la famiglia ed il corpo trattato per essere conservato. Un tempo questo trattamento era fatto con unguenti naturali, oggi di solito si usa la formalina.

Nelle case tradizionali il corpo viene conservato in una bara posta nella stanza posteriore e rialzata, dove può rimanere per mesi, a volte anche per anni, fino a che la famiglia non è pronta per la sepoltura.

Culto dei morti a Toraja, funerale a Tana TorajaCulto dei morti a Toraja, funerale a Tana Toraja

Perché il corpo resta in casa nel culto dei morti a Toraja

Il culto dei morti Toraja è una tradizione che non ha a che vedere con la religione cristiana, ma è piuttosto una reminiscenza del passato collegabile ad una tradizione animista.

Durante il periodo nel quale il defunto rimane all’interno dell’abitazione, esso non viene considerato come realmente morto, ma piuttosto come dormiente. Il suo spirito o la sua anima – perdonate le parole, ma coglietene il senso – rimane nella casa fino a quando tutti sono abbastanza in pace perché esso possa andarsene.

Si tratta di una questione affettiva. Fino a che tutti i parenti (fino ai cugini di primo grado) non hanno elaborato il loro dolore per la morte del congiunto, lo tengono vicino. Durante questa permanenza i parenti offrono al congiunto da mangiare e da bere, oppure delle sigarette, a simboleggiare che la vita continua.

A volte è anche una questione pratica, perché non tutti i componenti della famiglia vivono così vicino o sono così liberi da potersi recare a rendere l’estremo saluto al caro congiunto. Il funerale infatti può durare diversi giorni.

Fino a quando resta in casa?

Fino a che anche un solo parente non è d’accordo il funerale non si può fare, la decisione deve essere presa unanime, tutti devono essere pronti a lasciar andare il loro congiunto. Solo in quel momento il suo spirito può abbandonare la casa in pace.

Anche quando viene annunciato un matrimonio i parenti devono essere esprimere il loro assenso. In questo caso, anche se solo uno dei parenti (dello sposo o della sposa) è d’accordo, il matrimonio si può fare.

Culto dei morti a Toraja, funerale a Tana Toraja

Come si svolge la cerimonia funebre

Come dicevo quando tutti sono d’accordo la cerimonia funebre può cominciare e a seconda della classe sociale può durare da due giorni fino ad oltre una settimana. In Toraja esistono tre classi sociali: bassa, media e “upper class”, che nella vita di tutti i giorni non sono molto sentite, ma che si esprimono e fanno sentire il loro peso nella cerimonia funebre.

Infatti se un funerale della classe più bassa può durare due giorni e comportare il sacrificio di un bufalo e alcuni maiali, un funerale della classe più elevata può durare oltre una settimana. Durante la cerimonia possono essere sacrificati da un minimo di 12 ad una media di 24 bufali, arrivando in alcuni casi ad oltre 30, senza contare i numerosi maiali.

Viene costruita una casa temporanea per il congiunto ed un palco per la platea del pubblico, il tutto sarà abbandonato alla fine della cerimonia e comporterà un impegno finanziario notevole. Considerate che un bufalo di dimensioni medie e del classico colore scuro può costare fino a 5.000 euro. I bufali più ricercati, quelli maculati bianchi e neri e con gli occhi azzurri, se ben pasciuti possono arrivare a costare fino a 30.000 euro.

Fatevi due righe di conti..

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Culto dei morti a Toraja, funerale a Tana Toraja

Qui sopra la casa temporanea costruita per ospitare la defunta.

La cerimonia così come l’ho vista

Grazie all’aiuto della nostra guida Jojo, vero cultore della tradizione Toraja, abbiamo assistito ad un funerale vero, di una famiglia della classe più agiata, che ci ha dato una grossa mano a comprendere questo culto dei morti a Toraja.

Va detto che per partecipare ad un funerale in qualità di invitato bisogna rispettare alcune regole ovvero:

  • Vestire in maniera adeguata, i locali usano un drappo di solito nero, ma al nostro funerale fornivano anche delle camicie di circostanza per chi ne fosse sprovvisto
  • Portare un regalo, per noi ha provveduto la guida.
  • Incontrare i congiunti e porgere loro le condoglianze, abbiamo incontrato il figlio ed il vedovo, che sono venuti personalmente a salutarci.

La defunta era deceduta da un anno, già anziana.

Per l’occasione era stata costruita una casa tradizionale a due piani. Le defunta, dentro alla bara, era posizionata al secondo piano, con tanto di gigantografia accanto.  Una serie di ancelle e di paggetti facevano gli onori di casa ed accomodavano al piano inferiore i parenti più stretti.

Attorno alla casa era stato eretto un palco a doppia fila, a forma di “U”. Ogni lato di ogni fila del palco era composta da 7 o 8 spazi quadrati che potevano contenere 20-25 persone ciascuno, per un totale di almeno 500 persone.

All’ingresso un grosso striscione annunciava l’evento con tanto di date e foto della defunta.

Ordine e organizzazione

Sul lato sinistro della casa c’era un palco con uno speaker, l’orchestra dei flauti tradizionali e una consolle per l’audio (lo speaker aveva tanto di microfono e casse). C’era anche un operatore con videocamera, probabilmente di una TV locale, ma non ne sono sicuro e non l’ho chiesto.

Lo speaker scandiva i tempi ed annunciava a gran voce i partecipanti ed il relativo regalo. I regali più importanti erano bufali, seguiti dai maiali legati su canne di bambu’, a seguire il resto.

I congiunti in questi casi possono decidere se tenere o sacrificare gli animali ricevuti in dono, in genere gli animali non hanno troppa fortuna. Infatti in mezzo allo spiazzo una decina di persone erano dedite a fare porzioni di tre malaugurati bufali.

Per quanto mi piaccia assistere alle cerimonie sono sollevato di non aver potuto assistere in prima persona al sacrificio. Non mi sarei tirato sicuramente indietro, mi sento preparato a comprendere e giustificare tutte le tradizioni, ma non sono obbligato a condividerle.

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Canti e preghiere

Ad un certo punto della mattinata un gruppo di persone, disposta in cerchio, ha cominciato ad intonare un canto di preghiera, mentre una serie di amici e parenti sfilava davanti alla casa funebre.

Al contempo, da una cucina allestita sul retro, le donne cucinavano un pasto con gli animali sacrificati, e offrivano a tutti gli invitati dolci fatti in casa, tè e caffè.

Questo rituale sarebbe andato avanti per tutto il giorno, ma ad un certo punto, complice anche la pioggia battente, abbiamo abbandonato la cerimonia, salutando e ringraziando. Tutto questo non prima di aver constatato che, come nella buona tradizione moderna, un selfie ed una foto di gruppo non mancano ad un avvenimento mondano, sia esso un matrimonio o un funerale.

Diverse sensibilità

La sensibilità verso gli animali in questo contesto è stata veramente diversa dalla mia e dal senso comune nella nostra cultura, pertanto ho scelto di proporre immagini in bianco e nero, per un impatto più soft evitando anche le immagini più crude. Mi sa che per vederle tutte e a colori dovrete partecipare ad una mia proiezione.. forse..

Se volete restate in contatto..

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Impressioni

Questo funerale a Toraja mi ha impressionato, più di tante cerimonie altre alle quali ho assistito, soprattutto per la diversa sensibilità di questo popolo nei confronti degli animali.

Mi ha incuriosito molto la convivenza di credenze religiose cristiane e riti ancestrali, più evidente che in altre zone del mondo, forse proprio perché più in contrasto con il nostro modo di essere.

Ovviamente sono contento di aver avuto l’opportunità di partecipare a questo rito e non mi permetto di dare giudizi, cosa che non mi appartiene e non mi compete. Devo dire che avrei pensato di trovare un non so che di mistico e di spirituale in questa tradizione e sicuramente questa è la base di questo culto.

Purtroppo non sono riuscito a calarmi completamente nella parte, forse per il fatto che è una tradizione così lontana dal nostro modo di pensare.

Ad ogni modo è un’esperienza che vale la pena di essere vissuta e mi riservo di aggiornare questo articolo un po’ più “a freddo” e magari con un ragionamento più profondo

Per saperne di più

Questa non vuol essere una guida. Tutti i miei articoli nascono da esperienze personali e ricerche effettuate selezionando varie fonti che ho considerato attendibili. Scrivo le mie esperienze, raccontate come le ho vissute ed intepretate, con le mie impressioni, inclusioni ed omissioni.

Il racconto è anche un modo per dare sapore e contesto alle fotografie.

Per saperne di più sui miei viaggi in questa zona dai un’occhiata a questa pagina dove potresti trovare altri articoli sull’Indonesia se non ti basta puoi dare uno sguardo agli ultimi articoli pubblicati oppure cercare nel blog scegliendo dai tag o dalle categorie, a piacimento.

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da |2018-10-10T07:28:44+00:00Ottobre 10th, 2018|Categories: Asia, Notizie e Reportage|Tags: , |

Informazioni sull’Autore:

Amo luoghi lontani, animali esotici e persone di cultura diversa. Se dovessi scegliermi una definizione "ufficiale", questa potrebbe essere fotografo naturalista e di viaggio, ma mi piace considerarmi un cacciatore di avventure con una macchina fotografica. Viaggiare e fotografare non sono le mie uniche passioni: mi piace correre, arrampicare ed andare in bicicletta, insomma.. non mi annoio! I testi sono riproducibili con licenza Creative Commons / Le fotografie sono © Massimo Basso. Alcune MIE FOTO sono IN VENDITA su Adobe Stock - clicca qui per acquistare

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